
TARANTO, 31 GENNAIO 2026 – Taranto si candida a diventare non solo un hub energetico, ma un vero e proprio hub del cambiamento, capace di guidare la transizione ecologica, industriale e occupazionale del Mezzogiorno. È il messaggio emerso con forza dal convegno “Porti, energia e sviluppo sostenibile”, svoltosi il 30 e 31 gennaio presso il Dipartimento Jonico dell’Università degli Studi di Bari “Aldo Moro”.
L’evento è stato promosso dall’Università degli Studi di Bari Aldo Moro e dall’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ionio nell’ambito del progetto Blue Taras con il supporto di enti patrocinanti, tra i quali il Comune di Taranto. Due giornate di confronto tra istituzioni, mondo accademico, imprese e operatori del settore hanno messo in evidenza come il porto di Taranto, grazie alle sue caratteristiche infrastrutturali, industriali e strategiche, possa svolgere un ruolo chiave nella decarbonizzazione, nello sviluppo delle energie rinnovabili – in particolare dell’eolico offshore – e nella riconversione sostenibile del territorio. Il porto di Taranto è destinatario di una grande opportunità trasformativa, quella di diventare hub nazionale dell’offshore wind. Taranto è, infatti, risultata essere nodo strategico per ambiente, energia, lavoro. Ma per agevolare il suo sviluppo, servono governance multilivello, norme agili, visione lungimirante per trasformare eredità in opportunità.
In questo contesto, la viceministra dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica Vannia Gava ha ribadito il sostegno del Governo al percorso di trasformazione del porto e della città: «Il governo intende dare risposte al territorio: restituiremo alla comunità le aree danneggiate negli anni. Le attività portuali - ha proseguito la viceministra - sono il motore di crescita e quello di Taranto è un nodo strategico per la riconversione industriale, che significa anche creazione nuovi posti di lavoro. Taranto è, ad esempio, tra i porti in Italia idoneo a ospitare l'eolico off-shore. Crediamo in uno sviluppo sostenibile per creare economia salvaguardando salute e territorio: per questo abbiamo destinato a Taranto sia dei finanziamenti ma anche decreti per semplificazioni importanti. Il governo vuole mettere i soldi, ma vuole soprattutto mettere le persone e le aziende in condizioni di poterli spendere, di "mettere a terra" più velocemente possibile tutti i progetti. La sfida dell'immediato futuro è quella di salvaguardare i porti italiani, tra cui quello di Taranto, per evitare la delocalizzazione dei traffici su altri porti».
Nella prima giornata, dopo i saluti istituzionali di Vincenzo Pacelli (UniBa); Vannia Gava (Viceministra dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica); Andrea Petroni (Ammiraglio di divisione Comandante Interregionale Marittimo Sud); Paolo Pardolesi (Direttore Dipartimento Jonico in “Sistemi giuridici ed economici del Mediterraneo: società, ambiente, culture”); Piero Bitetti (Sindaco Taranto); Vito Felice Uricchio (Commissario straordinario per gli interventi urgenti di bonifica, ambientalizzazione e riqualificazione di Taranto); Giovanni Gugliotti (Presidente Autorità di Sistema Portuale del Mar Ionio), sono intervenuti Stefano Zunarelli (UniBo), Antonio Messeni Petruzzelli (Presidente Tecnopolo Mediterraneo), Isabelle Ryckbost (Segretaria generale Espo - European Sea Ports Organisation), Donato De Carolis (Contrammiraglio (CP), Direttore Marittimo della Puglia e Basilicata Jonica), Giuseppe Delle Foglie (UniBa), Lara Marchetta (UniBa), Giuseppe Catalano (La Sapienza).
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Nella seconda giornata, dopo i saluti di Nicolò Carnimeo (UniBa), Vincenzo Cesareo (Presidente di Camera di Commercio Brindisi-Taranto), Salvatore Toma (Presidente Confindustria Taranto) e Giuseppe Danese (Presidente Confindustria Brindisi), sono intervenuti Francesca Pellegrino (Università di Messina), Ugo Patroni Griffi (UniBa), Donato De Carolis (Contrammiraglio (CP), Direttore Marittimo della Puglia e Basilicata Jonica), Mariagiulia Previti (avvocata), Roberto Carlucci (UniBa), Jonathan Herno (General manager Vestas Blades Italia), Francesco Corvace (Dipartimento Sviluppo Economico Regione Puglia), Vincenzo Prencipe (Raccomar Puglia), Enrico Azzarello (Group project manager Euroports).
“Il porto come hub per la transizione energetica”
La prima giornata di lavori, sul tema “Il porto come hub per la transizione energetica”, ha consentito di delineare una linea strategica chiara: accelerare la messa a terra di investimenti e progetti, restituendo al territorio le aree da ripristinare e rafforzando il ruolo delle Autorità di Sistema Portuale come motore di sviluppo economico e industriale del Paese. Il confronto ha affrontato temi centrali quali le infrastrutture di collegamento, la tutela dell’ambiente marino, la dimensione subacquea e i progetti di innovazione tecnologica legati a difesa, sicurezza e sostenibilità. È stata inoltre sottolineata l’importanza della formazione e della ricerca nelle discipline del mare, insieme alla necessità di restituire spazi e opportunità alle imprese per attrarre e consolidare nuova economia sul territorio. Le prospettive legate all’idrogeno e ai combustibili alternativi hanno evidenziato come innovazione e sviluppo sostenibile possano procedere in modo integrato. Gli interventi hanno messo in luce le potenzialità del porto di Taranto come hub strategico per le energie rinnovabili, richiamando al contempo l’esigenza di un quadro normativo chiaro e abilitante: dal tema dell’idrogeno e dei cavi sottomarini per la trasmissione dati – con il caso emblematico di Marsiglia – alla flessibilità degli strumenti giuridici per governare i nuovi ruoli dei porti, fino alle questioni legate all’allocazione delle decisioni di investimento e agli impatti della delibera ART in materia concessoria. Sul fronte delle Comunità Energetiche Rinnovabili Portuali, il dibattito si è concentrato sulla normativa nazionale, sul valore dei benefici sociali e sulla sostenibilità economica di lungo periodo delle CERP e delle infrastrutture energetiche connesse.
Sviluppo e innovazione dell’eolico offshore
La seconda giornata di lavori ha concentrato l’attenzione sull’eolico offshore, uno dei settori più complessi e strategici per l’Italia e, in particolare, per la Puglia. Il porto di Taranto, sede dell’unico parco eolico near shore operativo nel Paese, è stato presentato come caso di studio di rilevanza europea, evidenziando come attorno allo scalo jonico si sia sviluppato un ecosistema industriale capace di generare filiere integrate per la produzione di componenti e impianti eolici. Sotto il coordinamento di Fulvio Mamone Capria, Presidente di AERO, il confronto ha approfondito le opportunità industriali per il sistema Paese e le prospettive di crescita per il Mezzogiorno. Gli interventi hanno affrontato in modo organico i principali nodi del settore: dal quadro del diritto internazionale ed europeo sulle rinnovabili offshore alle opportunità offerte dalle Zone Economiche Esclusive, dalla sicurezza delle infrastrutture marittime alla normativa nazionale sui parchi eolici in mare, con particolare riferimento alla complessità degli iter autorizzativi. Ampio spazio è stato dedicato anche alle misure di mitigazione dell’impatto sull’ecosistema marino, alle esperienze industriali – tra cui quella di Vestas Blades Italia – e alla pianificazione energetica regionale. Il focus si è infine esteso alla dimensione logistico-portuale e industriale, dal trasporto del project cargo per l’eolico ai benchmark internazionali come il parco eolico di Port La Nouvelle, confermando il ruolo di Taranto come riferimento operativo per la portualità italiana.
“Il convegno ‘Porti, Energia e Sviluppo Sostenibile’ ha rappresentato un’occasione di confronto di alto profilo su un ambito decisivo per la crescita e la competitività del Paese, quale quello delle energie rinnovabili” dichiara il Presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ionio, Giovanni Gugliotti. “La partecipazione di relatori di rilievo internazionale, insieme a rappresentanti delle istituzioni, del mondo accademico e del sistema imprenditoriale, ha garantito un livello di approfondimento scientifico e operativo di grande valore. In una fase così determinante per lo sviluppo della città portuale di Taranto, la presenza della viceministra all’Ambiente e alla Sicurezza Energetica Vannia Gava ha dimostrato in maniera significativa la volontà del governo di proseguire verso l’obiettivo della concretizzazione di un nuovo modello di sviluppo sostenibile. Come Autorità di Sistema Portuale del Mar Ionio intendiamo continuare a sostenere questo percorso di dialogo e collaborazione, favorendo sinergie stabili tra ricerca, imprese e territori, per tradurre le competenze e le visioni emerse in progettualità concrete, che rafforzino il ruolo dei porti come hub dell’innovazione energetica e dello sviluppo sostenibile, a beneficio del territorio e del sistema Paese”.
In conclusione Nicolò Carnimeo (UniBa) ha sostenuto come «la sostenibilità portuale non può più essere trattata come un insieme di misure settoriali o come un adempimento imposto dall’esterno. Essa richiede un cambiamento strutturale del modello di porto e dei suoi assetti di governance. La “smartness” non rappresenta un orpello tecnologico, ma la condizione che consente di rendere la sostenibilità effettiva, misurabile e governabile. I porti non sono più soltanto luoghi di consumo efficiente di energia, ma stanno diventando nodi attivi della produzione e della distribuzione di energia rinnovabile, inserendosi pienamente nelle filiere industriali della transizione energetica. È in questa integrazione tra sostenibilità, “smartness” e sviluppo che si gioca il futuro dei porti europei”.
Il convegno, si chiude dunque con una visione condivisa: il porto di Taranto come infrastruttura strategica per l’energia, l’innovazione e il cambiamento sostenibile, al centro di una nuova alleanza tra istituzioni, territorio e sistema produttivo. Queste due giornate non rappresentano un punto di arrivo, ma l’avvio di un percorso condiviso. Taranto ha dimostrato di avere tutte le condizioni – infrastrutturali, scientifiche, industriali e istituzionali – per essere protagonista della transizione energetica nel Mediterraneo, come porto verde, multifunzionale e innovativo.








