presentazione
Nella ritrovata centralità del Mediterraneo nel quadro dei traffici marittimi mondiali, il porto di Taranto è chiamato ad affrontare nuove sfide commerciali, economiche e produttive per raggiungere e mantenere quegli standard di sviluppo e livelli di competitività che vengono imposti per stare al passo con i concorrenti europei e per essere pronti a fronteggiare i contemporanei fenomeni socioeconomici, quali la sempre più accentuata delocalizzazione delle attività produttive verso Paesi emergenti con il conseguente flusso in import-export di materie prime e prodotti finiti, la produzione a costo zero, ecc.
Dal giorno del mio insediamento, nell’aprile 2007, alla Presidenza del secondo porto nazionale, che nel 2006 ha movimentato circa 50 milioni di tonnellate di merce, ho avuto sempre chiaro l’obiettivo da raggiungere per lo sviluppo dello scalo: il rafforzamento dei traffici commerciali, anche mediante la realizzazione di un secondo terminal contenitori di rilevanza internazionale e l’accelerazione delle procedure per l’insediamento in porto e nel retroporto di strutture dedicate alla logistica, quali la Piattaforma Logistica (i cui lavori inizieranno entro il 2008) e il Distripark (un’area già disponibile di
750.000 mq.), per la cui realizzazione sarà auspicabile la partecipazione di investitori privati.