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La Piastra Portuale del Porto di Taranto

Comunicato Stampa 23.11.2017

In un momento di grande attenzione per il porto di Taranto e per le sue infrastrutture al centro di un processo di rilancio e valorizzazione a livello nazionale e internazionale, l’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ionio intende fornire un quadro d’insieme relativamente alla “Piastra portuale”, opera complessa e di preminente importanza strategica per il porto, recentemente all’attenzione di una relazione della Corte dei Conti.

La Piastra è un’opera che si articola in cinque differenti interventi: Piattaforma logistica, Strada dei Moli, Ampliamento del IV sporgente, Darsena ad Ovest del IV sporgente, Vasca di contenimento fanghi di dragaggio (quest’ultimo considerato con Delibera CIPE 104/2010 opera connessa e complementare, attesa l’impossibilità di procedere ad un appalto separato, a causa del blocco della spesa per investimenti prevista dalla legge finanziaria 2005).

Il complesso dei cinque interventi (come si evince dalla descrizione dell’azione strategica n. 6 del Programma Operativo Triennale 2017-2019, documento strategico e di vision dell’Autorità di Sistema Portuale) modificherà “[…]in modo sostanziale l’aspetto e l’efficienza del porto a tutto vantaggio del traffico commerciale e del raggiungimento dell’obiettivo di diversificazione dei traffici.” Altra finalità delle opere in Piastra è quella di contribuire a migliorare le potenzialità del sistema portuale con riferimento al traffico contenitori in import/export, in alternativa al “trasbordo” (transhipment). Un ulteriore aspetto che rappresenta un reale valore aggiunto risiede nella continuità che le opere della Piastra assicurano, una sorta di creazione/perimetrazione di un unico circuito doganale a tutto vantaggio dell’accelerazione delle pratiche per i controlli, dei servizi e dell’abbattimento dei costi e dei tempi, elementi fondamentali anche in vista della costituenda Zona Economica Speciale. Quanto, in particolare, alla Piattaforma, la stessa consente la realizzazione di un modello di piattaforma logistica integrata nei diversi segmenti del trasporto non più suddivisi per modalità ma intesi come fasi di un unico processo d’interscambio fra due o più modalità di trasporto (strada - ferro - mare) in un’area dotata di adeguati collegamenti diretti con la rete ferroviaria e stradale nazionale (trasporto intermodale).

L’azione di verifica della Corte dei Conti sulle opere della Piastra – che rientra nell’attività istituzionale di controllo sulla gestione delle amministrazioni pubbliche, in cui viene verificata la corrispondenza dei risultati dell’attività amministrativa agli obiettivi stabiliti dalla legge – si è conclusa recentemente con la deliberazione 15/2017/G che analizza i vari aspetti dell’opera (procedurali, amministrativi, finanziari) e formula una serie di conclusioni e raccomandazioni.

La realizzazione degli interventi, come rilevato dalla Corte, è stata caratterizzata da una significativa complessità per l’ampiezza dei lavori in porto (in tutto il porto sono in corso cantieri edili per oltre 400 milioni di euro, con complicazioni in termini di interferenze con le reti dei sottoservizi e rinvenimenti), per le caratteristiche delle aree (le opere insistono su aree a terra e a mare inseriti nel SIN, sito di interesse nazionale), per la tipologia delle opere (vi sono difficoltà nel progettare e realizzare dragaggi ambientali nell’ambito del porto), per la numerosità degli attori (sono numerosi i soggetti chiamati ad esprimere pareri sui progetti così come sono numerosi i soggetti privati e pubblici interferiti) e infine per il particolare interesse archeologico del sito.

Quanto ai tempi per la progettazione e per l’ottenimento di tutte le autorizzazioni (definiti “dilatati” dalla Corte dei Conti), va ricordato che – come si evince dall’elenco cronologico dei vari accadimenti (allegato alla relazione della Corte dei Conti) – tra il 2003 (data di approvazione da parte del CIPE del progetto preliminare) e il 2013 (data di approvazione del progetto esecutivo) sono state poste in essere tutte le attività che le varie normative prevedono per la realizzazione dei lavori quali (a titolo esemplificativo e non esaustivo) la valutazione di impatto ambientale, il parere del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici, la Conferenza dei servizi (questa con il coinvolgimento di circa quarantaquattro enti e soggetti privati interessati), le procedure di ottemperanze alle varie prescrizioni (soprattutto ambientali). Una volta superata questa fase, i tempi di esecuzione dei lavori sono risultati in linea con quelli medi di realizzazione delle opere pubbliche in Italia.

Ad oggi le opere a terra (piattaforma logistica e strada dei moli) sono state ultimate, mentre le opere a mare sono in corso di esecuzione (ampliamento del IV sporgente, darsena ad Ovest e vasca di contenimento fanghi).

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   Quanto alla gestione finanziaria – aspetto anch’esso oggetto del monitoraggio della Corte dei Conti – il costo complessivo dell’opera ammonta a circa 219 M€ (per effetto dell’adeguamento avvenuto in sede di progettazione definitiva, nel 2010, con l’inserimento dell’intervento di vasca di contenimento dei fanghi di dragaggio quale opera complementare e connessa) così articolati: 175 M€ di finanziamenti statali ed europei, 37,5 M€ di finanziamenti privati a carico del concessionario e 6 M€ a carico dell’Autorità Portuale (oggi Autorità di Sistema Portuale); ad oggi risultano effettuati pagamenti per 129M€ che corrispondono al 60% del totale. Il costante monitoraggio istituzionale dell’avanzamento dell’opera (che, si ricorda, rientra anche tra le opere del Contratto Istituzionale di Sviluppo per Taranto) rappresenta una garanzia per il pieno utilizzo delle risorse finanziarie, previsto per la conclusione dell’intervento, entro marzo 2020.

L’opera, infine, è soggetta (come la maggior parte delle opere strategiche in Italia) a una stratificazione di monitoraggi (complessità già allo studio delle competenti Amministrazioni che hanno avviato un tavolo per la semplificazione e omogeneizzazione quantomeno di un glossario minimo comune alle varie banche dati) a cura dell’Agenzia Nazionale Anti Corruzione, del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, del Ministero dell’economia e delle finanze nonché presso il Dipartimento per la Programmazione Economica della Presidenza del Consiglio dei Ministri, oltreché sul sito Future Port, in fase di aggiornamento.

Le raccomandazioni della Corte dei Conti (che, prima di emettere la relazione finale ha comunque audito tutte le amministrazioni deputate alla realizzazione, al coordinamento, al finanziamento e al monitoraggio dell’opera) contribuiscono a migliorare la fase finale di realizzazione degli interventi e danno maggiore impulso alla costante trasparenza e condivisione degli avanzamenti dei lavori per un’opera la cui realizzazione e valorizzazione operativa, come detto, è uno degli obiettivi tracciati dal Piano Operativo Triennale 2017-2019 e dalla vision 2030 dell’Autorità di Sistema nel breve e nel medio-lungo termine.